26 maggio 2020

L’impatto del coronavirus sui progetti europei

I progetti europei cui partecipano i centri dell’Ordine e delle Suore ospedaliere hanno subito un contraccolpo ma non certamente un arresto a seguito della pandemia del coronavirus, il cui epicentro negli ultimi mesi è stato proprio il continente europeo. La Commissione UE ha infatti adottato un’ampia serie di misure e provvedimenti che garantiscono la prosecuzione di decine di migliaia di progetti finanziati ed in corso di realizzazione da parte dei beneficiari. Innanzitutto è stata riconosciuta la possibilità di posticipare la data  dell’inizio ufficiale di un nuovo progetto così come anche di sospenderne temporaneamente l’esecuzione. Tra le altre regole generali vi è inoltre quella della massima flessibilità nella riprogrammazione del calendario e delle attività progettuali, con conseguente elasticità nei tempi di ultimazione dei lavori, prodotti intellettuali o ricerche. La Commissione ha stabilito altresì di concedere pressoché in automatico una proroga fino a sei mesi della durata delle azioni finanziate, proroga che potrà essere anche superiore ai sei mesi in relazione a particolari richieste da valutarsi caso per caso. 
Viene poi riconosciuta l’applicabilità della clausola di “forza maggiore” prevista negli accordi di finanziamento per garantire il rimborso delle spese sostenute e dei costi legati alle attività progettuali che i beneficiari non siano stati in grado di completate per la mancanza delle condizioni di sicurezza o per le limitazioni imposte nei rispettivi Paesi. Anche per questi motivi la liquidazione finale a saldo dei sovvenzionamenti verrà eseguita con una procedura più semplificata e rapida.