30 giugno 2021

Conclusione del progetto EU-Viormed

Il progetto pilota EU-Viormed – coordinato dal centro di ricerca San Giovanni di Dio di Brescia attraverso dei fondi stanziati dal Parlamento Europeo,  e denominato in inglese “EUropean Study on VIOlence Risk and MEntal Disorders” (EU-VIORMED – www.eu-viormed.eu) – ha promosso vari studi sui metodi di prevenzione dei comportamenti violenti e dei rischi di suicidio o autolesionismo da parte dei pazienti psichiatrici. Tra questi ve n’è uno i cui risultati sono stati recentemente pubblicati nella rivista scientifica “Frontiere in psichiatria” ed è dedicato all’efficacia dei trattamenti non farmacologici per ridurre i rischi di violenza da parte dei pazienti affetti da schizofrenia. Tale tipologia di intervento comprende una varietà di programmi quali la stimolazione neuro-cognitiva attraverso strumenti informatici, percorsi clinici di miglioramento cognitivo-comportamentale, esercitazioni di ragionamento e riabilitazione neurologica, come anche metodi “alternativi” quali attività ludico-motorie, teatrali e di benessere psico-fisico (yoga, attività fisica). Lo studio ha comparato i risultati di numerose ricerche eseguite dal 1990 ad oggi su scala internazionale ed ha concluso che le terapie di gruppo risultano essere in genere più efficaci di quelle individuali nel contrastare la recidiva di comportamenti violenti, così come la presenza di personale sanitario nelle strutture di psichiatria forense rispetto a quelle in cui vi è solo personale sorvegliante. 
Si tratta comunque di una materia ancora poco approfondita e che necessita di ulteriore studio e attività di ricerca. 
Per accedere alla pubblicazione si invita a consultare la seguente pagina web: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyt.2021.618860/full